5 giorni dal terremoto in Italia centrale

(foto: LaPresse)
Dopo 5 giorni dal terremoto che ha colpito diverse località del Centro Italia, provocando secondo il bilancio ufficiale  290 vittime e oltre 387 feriti, continuano le attività di soccorso ma al contempo anche l’attività sismica. Ancora nel tardo pomeriggio di domenica 28 agosto, infatti, verso le 18:00, la Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionae di geofisica e vulcanologia (Ingv) rilevava un terremoto di magnitudo 4,4 in provincia di Ascoli Piceno, nelle vicinanze di Arquata del Tronto e Montegallo.
Il bilancio della Prefettura di Rieti fissa le vittime nella provincia di Rieti a 240 e a 50 nelle Marche.
In una situazione ancora in evoluzione, si intensificheranno, a partire da questa settimana, spiega la Protezione civile, le attività  “più legate all’assistenza alla popolazione e al ripristino delle condizioni di vita ordinarie”: come annuncia infatti il dipartimento governativo, già da oggi partiranno ad esempio i sopralluoghi sulle strutture scolastiche delle aree terremotate, perché settembre è alle porte e bisogna fare le valutazioni del caso, per capire come e dove rientrare far rientrare docenti e ragazzi in classe.
Cruciale resta il discorso sulle future sistemazioni per le famiglie sopravvissute al sisma.Complessivamente, dopo gli eventi dello scorso 24 agosto, sono 2688 le persone assistite nei 58 campi e strutture allestite per le esigenze del caso, tra Lazio, Umbria, Marche e a cui si aggiungerà l’Abruzzo.
Saranno gli stessi comuni a curare la gestione delle attività per i nuclei familiari che dopo il terremoto sono rimasti senza un tetto, perché la loro abitazione principale è distrutta o sgomberata per scelta delle autorità: si va da  un contributo per una sistemazione autonoma fino ad un massimo di 600 euro mensili, fino ai contributi aggiuntivi per persone che hanno più di 65 anni o che hanno disabilità e sono presenti nel nucleo familiare: lo stabilisce l’ordinanza della protezione civile per la gestione delle prime fasi dell’emergenza. Un primo stanziamento vede 50 milioni di euro per le iniziative d’urgenza ma l’apertura di contabilità speciali a favore delle Regioni interessate dal sisma, per realizzare gli interventi previsti, è già messa in conto.
Sulle competenze e sulle urgenze post terremoto si aprono diverse prospettive, anche quelle che guarderebbero al lungo periodo, ad esempio la possibile creazione di una task force per ricucire il Paese: discorso stimolato dalla presenza del premier Renzi a Genova, e dal relativo incontro con l’architetto Renzo Piano ma che all’architetto e senatore a vita sia richiesta consulenza o un ruolo di maggior impatto e peso per la ricostruzione di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto resta tutto da vedersi.
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