Addio a Thomas Starzl, pioniere dei trapianti

(Foto: Thomas E. Starzl / Università di Pittsburgh)Chiunque lo abbia conosciuto, colleghi e allievi da tutto il mondo, lo descrive come uno spirito indomabile, capace di trascinare con la sua forza d’animo l’equipe di un’intera sala operatoria anche quando sembrava non ci fosse più nessuna speranza. Un instancabile ricercatore dell’ignoto, una persona capace di cambiare il pensiero convenzionale. Thomas Starzl, il primo a concludere con successo un trapianto di fegato nel 1967, è morto sabato 5 marzo a 91 anni nella sua casa di Pittsburgh.
“Con la morte di Starzl il mondo della medicina perde non solo uno straordinario chirurgo-scienziato e un grande maestro, ma l’icona stessa del pionierismo nei trapianti”, dichiara in una nota il presidente della Società italiana trapianti d‘organo Umberto Cillo, che è stato allievo di Starzl.
Il primo trapianto di fegato
Fu infatti il primo medico a effettuare con successo un trapianto di fegato sull’uomo nel 1967, quando ancora sembrava un’impresa impossibile. Ma il cammino per arrivarci non fu privo di incidenti: Starzl aveva già fallito quattro volte nel corso nel 1963, quando i suoi pazienti morirono poco dopo il trapianto a causa di complicazioni postoperatorie. Dopo uno stop di tre anni per studiare tecniche alternative per evitare il forte sanguinamento causato dall’asportazione del fegato malato, Starzl tenta di nuovo su una bambina di 19 mesi con un tumore al fegato. Questa volta l’operazione riesce: il decorso operatorio va bene e la bambina, con il nuovo fegato funzionante, sopravvive per oltre un anno dall’intervento. Morirà poi per altre circostanze.
Questo successo è decisivo per Starzl e per tutta la chirurgia dei trapianti: nell’anno successivo, grazie anche al miglioramento della tecnica, si eseguirono altre sei trapianti sui bambini, per passare poi a operare anche gli adulti.
La terapia antirigetto: la ciclosporina e il tacrolimus
Starzl è noto anche i suoi successi nella terapia antirigetto: i suoi studi lo portarono alla convinzione che le probabilità di sopravvivenza dei pazienti trapiantati sarebbero potute aumentare se si fosse stati in grado di bloccare la risposta immunologica dell’organismo contro l’organo trapiantato. Verso la fine degli anni ’70 il chirurgo contribuì al successo dell’utilizzo della ciclosporina come farmaco antirigetto, sperimentandone anche la combinazione con gli steroidi per ridurre l’effetto tossico della sostanza sui reni. Dopo gli studi prima della Colorado University e della Brigham Young University, poi delle università del Minnesota e del Texas, nel 1983 la ciclosporina venne approvata dalla Food and Drug Administration (Fda). Più tardi Starzl divenne, contro alcune evidenze sperimentali che ne attestavano la tossicità, strenuo sostenitore di un altro farmaco antirigetto, il tacrolimus. Questa sostanza fu approvata dalla Fda nel 1994, dopo che Starzl la utilizzò nella terapia postoperatoria di Stormie Jones, la sua prima paziente a sopravvivere a un trapianto multiorgano.
Il trapianto multiorganoStormie Jones aveva sei anni e era affetta da una malattia ereditaria che le causava livelli di colesterolo pericolosamente alti. Nel 1984 Starzl sostituì cuore e fegato della bambina, riuscendo ancora una volta a stupire il mondo.
Stormie morì comunque a 13 anni, segnando un punto di non ritorno anche nella carriera di Thomas Starzl. L’ormai luminare della chirurgia si dichiarò stanco di operare, emotivamente esausto da “una vita difficile senza compromessi”. Nel 1991, dunque, Starzl si ritira dalla chirurgia pur mantenendo i suoi incarichi di insegnate e consulente.
Nel 1990 era diventato direttore dell’unità dei trapianti di Pittsburgh, che ancora oggi porta il suo nome.
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