Apple, il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Nuovo iPhone, il settimo della generazione, nuovo Watch, nuove cuffie wireless AirPods e un’altra manciata di novità dal punto di vista delle app, in particolare Super Mario approda su iOS e Niantic presenta qualche novità relativa a Pokémon Go su Watch. Ah sì, viene rafforzata anche la partnership con Nike e presentata una versione dell’orologio con cinturino e software firmato dall’azienda di Portland.
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)
Si è già parlato molto del keynote di Apple, bene e male, come sempre. Non mancano di certo post di disamina tecnica sui diversi prodotti, video ironici, foto e video test di ogni genere. Cerchiamo però di leggere nella presentazione dei prodotti Apple due possibili scenari, uno ottimista e positivo, insomma che vede il bicchiere mezzo pieno e uno che invece lo vede mezzo vuoto.
Per prima cosa è ormai ora di accettare il fatto che la parola innovazione in casa Apple ha cambiato accezione: non significa più cambiamento radicale, ma miglioramento incrementale. Sia Watch sia iPhone hanno seguito questa direzione.
Bicchiere mezzo pieno
iPhone 7 ha la stessa identica forma delle precedenti due generazioni, Watch 2 è identico all’1. Nel caso di iPhone si tratta di un’estensione del ciclo di vita del design da 2 a 3 anni. Phil Schiller si è soffermato su dettagli di progettazione come la rimozione del jack per le cuffie e del tasto fisico home, l’evoluzione della fotocamera e nel caso di Watch l’affascinante processo di espulsione dell’acqua dallo speaker grazie al suono stesso. Apple ritiene che in questa fase di maturità del mercato mobile un cambiamento radicale del design, apportato troppo di frequente, non dia spazio ad un miglioramento del prodotto che a tendere può diventare. Perfetto.
Bicchiere mezzo vuoto
Apple ha disatteso (seppur di poco) le aspettative di vendita di iPhone nel primo quarto del 2016 e la Borsa non si è fatta attendere, punzecchiando il titolo della Mela. La decrescita delle vendite non è un incidente di percorso, ma il frutto della saturazione dei mercati occidentali e di alcune difficoltà in quelli orientali, senza contare la crescente competizione nella fascia alta del mercato da parte di altri brand come Samsung e sempre più anche Huawei (peraltro uniche tre aziende al mondo ad essere profittevoli nel mercato degli telefoni). Si tratta quindi di una decrescita fisiologica, tipica dei mercati maturi. Cook che è un uomo di numeri capisce bene la situazione e invece di rischiare un prodotto ogni due anni, destinato comunque a vendere un po’ meno dei precedenti in valore assoluto, allunga il ciclo di vita dei prodotti Apple. Se consideriamo poi che nel 2017 iPhone compirà 10 anni e Cupertino non potrà non sfornare un prodotto celebrativo ad hoc, tutto torna, il 2017 sarà l’anno del cambiamento.
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)
Seconda considerazione, Apple ha deciso che nessuno più, in nessuna parte del mondo, può ideare e vendere una periferica che sfrutti pienamente il suo telefono senza dividere una parte dei profitti che ne derivano. Avete presente gli imprevisti del Monopoli? Ecco.
Bicchiere mezzo pieno
In onorato servizio dal 1978, il jack audio lascia spazio al connettore Lightning meno ingombrante (soprattutto all’interno della scocca) e più versatile nella gestione dei flussi audio. Ma non è finita qui, Apple vuole un iPhone sempre più wireless, grazie anche alle nuove AirPods, le cuffiette senza fili disegnate a Cupertino. Bellissime, con una custodia-caricatore progettata molto bene, ma soprattutto in grando di connettersi automaticamente non solo ad iPhone, ma a qualsiasi altro prodotto Apple lottato sullo stesso account iCloud in prossimità, limitando quindi i fastidiosissimi pairing bluetooth. Certo costeranno 179 euro, ma rappresentano il primo vero passo per un mondo sempre più senza cavi. Phil Schiller ha definito coraggioso questo cambiamento, ricordando a tutti come Apple sia stata protagonista di molti di questi momenti di coraggio, dalla rimozione del lettore CD al supporto della porta USB come standard di connessione mondiale fino al passaggio agli hard disk in stato solido. Insomma, un’altra volta Apple ha avuto il coraggio di togliere qualcosa per prima in nome del design e dell’innovazione, gli altri seguiranno.
Bicchiere mezzo vuoto
Apple vuole diversificare sempre di più le sue fonti di ricavi e soprattutto, in un mercato sempre meno differenziato, vuole creare meccanismi di lock-in per i suoi utenti. Cambiare un telefono è relativamente semplice, ma farlo dopo aver investito molte centinaia di euro in accessori che sfruttano protocolli proprietari è un cattivo investimento per le persone. Inoltre l’utilizzo di Lightning da parte di qualsiasi azienda produttrice di cuffie (o altre periferiche) è sostanzialmente una tassa a favore di Cupertino. Per non parlare del fatto che “la rivoluzione dell’audio wireless” avvantaggia soprattutto il più grande produttore di cuffie wireless al mondo: Beats, di proprietà di Apple. Insomma, queste mosse hanno poco a che fare con il coraggio e molto di più con l’avidità.

Il terzo ed ultimo spunto riguarda l’importanza, sempre crescente, che Apple attribuisce all’intrattenimento ed al contenuto.
Bicchiere mezzo pienoIl keynote, dopo il divertente siparietto canoro di Cook con James Corden e Pharrell Williams, si è aperto con il lancio della serie Carpool Karaoke su Apple TV, seguito dalle novità in casa Apple Music e Apple Store. Due dei principali slot di presentazione sono stati dedicati a Pokémon Go e Super Mario. Nike ha sostanzialmente parlato di contenuto (sotto forma di applicazione per Watch) e Instagram è stata direttamente coinvolta nella demo della nuova fotocamera di iPhone 7 e iPhone 7 Plus. Insomma Apple ci sta dicendo, neanche troppo subliminalmente che crede nel contenuto tanto quanto crede nell’hardware. D’altronde dopo aver comprato tutti questi device dovremo pure fruttarli al meglio, no?
Bicchiere mezzo vuoto
Apple sta perdendo terreno dal punto di vista dell’innovazione di prodotto, iPhone 7 e iPhone 7 Plus sono water resistant, ma diversi telefoni del mondo Android lo sono da anni. Abbiamo nuove cuffie Lightning e wireless, ma la maggior parte delle persone posseggono già cuffie jack audio o bluetooth. La batteria è solo marginalmente più capiente, ma non è presente alcuna forma di fast charge, né la ricarica wireless. Insomma, non è una novità che Apple scelga solo le caratteristiche che ritiene più rilevanti per il proprio prodotto, ma allo stesso tempo è finita l’epoca in cui può vantare di aver rivoluzionato gli standard di una categoria di prodotto che, ormai, sembra aver poco di cui stupire. Quindi il contenuto diventa una forma di differenziazione formidabile. “Abbiamo Super Mario in esclusiva su Apple Store e iOS” potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di presentazioni che diano un senso all’acquisto di un nuovo iPhone rispetto ai device della competizione. Sottraendo, ancora di più, importanza alla vera innovazione di prodotto.
Un’ultima nota interessante, magari anche in chiave di speculazione sul futuro, è rappresentata dalla quasi totale assenza di Jonathan Ive: questa volta, il Chief Design Officer è stato relegato al solo voice over di narrazione dei prodotti.
Bicchiere mezzo vuoto
Jonathan Ive sta progressivamente uscendo di scena. Sarebbe, questa davvero, la fine di un’epoca.
Bicchiere mezzo pieno
Jonathan Ive è impegnato ad ideare il futuro di Apple, magari lontano dai telefoni e gli orologi, magari addirittura lontano dall’elettronica di consumo, come ormai molti rumor sembrano confermare.
Staremo a vedere se il bicchiere sarà mezzo pieno o mezzo vuoto per Apple, quello che è sicuro è che questa è una nuova Apple, è cambiata, come i suoi prodott, in modo incrementale. Ce ne dovremo fare una ragione.
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