Better Things, l’occasione mancata di Pamela Adllon

Se esiste una sindrome da “eterno secondo” certamente Pamela Adlon ne è caduta vittima. L’eterno secondo è colui che al liceo gioisce per il 9 tanto sudato a matematica per poi scoprire che il compagno di banco ha appena preso 10, o la ragazza carina e corteggiata finché non arriva l’amica che Madre Natura ha fatto ad immagine e somiglianza di un angelo di Victoria’s Secrets.
Non è facile avere accanto un numero uno, che, volente o nolente, riesce sempre a metterti in ombra. È questo il caso di Pamela Adlon e Louis C.K., due ottimi comici, amici e colleghi che hanno realizzato la nuova serie tv Better Things prodotta da FX, in onda il giovedì sera sul canale americano (al momento non è ancora stata prevista la messa in onda in Italia, quindi possiamo vederla solo in streaming).
Better Things è una serie comica-autobiografica incentrata sulla Adlon, che, appunto, interpreta la protagonista, Sam, una madre single alle prese con 3 terribili figlie, i problemi di lavoro e qualche intreccio amoroso. Impossibile non paragonare Better Things a Louie, la serie comica-autobiografica di Louis C.K.: nonostante sia lo stesso Louis C.K. a dirigere il pilot e a sceneggiarlo (senza però comparire, per lasciare la scena all’amica), la serie della Adlon, per quanto ben fatta, rimane pur sempre un gradino sotto.
Presa singolarmente Better Things è un buon prodotto, con il giusto mix tra commedia e risate amare, tipiche del mondo della stand up comedy tanto caro a Louis C.K., a cui lo spettatore può facilmente appassionarsi.
Il clan tutto al femminile funziona: la piccola, capricciosa, pronta a piangere al primo capriccio e ad organizzare appuntamenti tra la madre ed i padri delle sue amiche, la maggiore che si aspetta che sia la stessa madre a procurarle l’erba da fumare, e la mediana politicamente impegnata fino al punto di volersi far tagliar il clitoride per solidarietà con le donne africane. Non manca poi la storia d’amore impossibile con un uomo già impegnato.
Una serie tv ben fatta, fluida e piacevole da guardare, ma che non racconta nulla di nuovo e che manca della brillantezza che permette invece a Louie di raccontare la quotidianità senza essere scontata.
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