Com’è Pro Evolution Soccer 2018

Ripartire dalle fondamenta, ripensare da zero il gioco, ascoltare i fan e offrire qualcosa di nuovo, bello da vedere e divertente da giocare. Questi gli ambiziosi propositi di Pro Evolution Soccer 2018, in uscita il 14 settembre, ennesima incarnazione videoludica dello sport più diffuso al mondo che quest’anno si presenta per la nuova stagione calcistica con un titolo importante.
Secondo gli sviluppatori infatti quest’edizione sarà la più bella degli ultimi 10 anni, la più importante da quando il gioco è arrivato su PS4 e Xbox One e costituire l’ossatura su cui si andranno a costruire i PES del futuro.
Adam Bhatti, storico Product Manager di PES, non riesce a non emozionarsi di fronte ai molti cambiamenti del gioco, perché sa che rappresentano una sfida importante e sa quanto sia importante che siano recepiti nel modo giusto. “Vogliamo che i giocatori si sentano ascoltati, perché è così, questo prodotto è il frutto di tre anni di sviluppo e di raccolta di feedback. Noi siamo assolutamente certi del risultato, ma saranno loro a decretare se abbiamo fatto bene o no”.

Pro Evolution Soccer 2018 è in effetti qualcosa di completamente diverso rispetto al passato. Il ritmo di gioco è stato abbassato, il movimento dei giocatori è stato rifatto da zero, sono state migliorate le animazioni, così come la fisica del pallone.
A queste modifiche si accompagnano anche novità dal punto di vista dell’interfaccia, che è stata resa più accattivante nel design, e soprattutto nella grafica di gioco, che su PlayStation 4 Pro ha mostrato colori vividi, animazioni ben fatte e volti talmente ricchi di emozioni che quando Neymar sbaglia di poco puoi vederlo mordersi il labbro e percepire tutto il suo disappunto. Ottima anche la resa dell’erba, delle condizioni atmosferiche e degli stadi. Purtroppo PES non può contare sulla tonnellata di licenze del suo avversario, ma rimane comunque molto bello da vedere.
Pad alla mano, il nuovo ritmo di gioco si percepisce tantissimo e all’inizio si fa un po’ fatica ad abituarsi. ma dopo la sensazione di controllo è molto gratificante
Le nuove possibilità di stop del pallone permettono un controllo molto più fluido, perché i giocatori sono in grado di addomesticare la palla col fianco, col tacco, col petto o la spalla, ma la corsa è più lenta, quindi scordatevi galoppate palla al piede con i difensori che restano alle vostre spalle.
L’aspetto più interessante è probabilmente la capacità di alcuni giocatori di fare automaticamente scudo col proprio corpo per mantenere il possesso palla, associata a una buona fisica sia dei giocatori che del pallone, questa caratteristica rende il gioco più fisico e più efficace negli spazi stretti o nelle mischie a bordo area.
Per ottenere il massimo da Pro Evolution Soccer 2018 sarà dunque fondamentale creare l’occasione giusta con una fitta rete di passaggi, ma cercando di sfruttare anche eventuali palle lunghe e la fisicità di giocatori che riescono a sostenere meglio le spallate degli avversari. Anche le situazioni di contropiede andranno amministrate, tagliando le linee di corsa degli avversari per avere sempre l’ultima parola nelle collisioni.
Un’altra caratteristica da tenere sott’occhio di questo nuovo PES sono le statistiche. Durante il match verremo informati con analisi in tempo reale della nostra squadra, sul numero di passaggi fatti, i metri percorsi da alcuni giocatori o i tiri nello specchio, mentre alla fine del primo tempo ogni nostra mossa verrà analizzata per assegnare un punteggio alle singole abilità. Quanti dribbling abbiamo fatto? Quanti tiri? Quanto possesso palla? Quanto siamo stati efficaci nei passaggi di prima? Ogni aspetto viene poi tradotto in un numero che confluisce in un punteggio finale.

Parliamo un attimo dell’online, che di solito rappresenta uno dei punti più critici per questi giochi. Per testarne i limiti Konami ha organizzato un test globale che si terrà dal 20 al 31 luglio e permetterà a milioni di giocatori di provare il gioco e con esso la nuova modalità 3 VS 3 in cui tre giocatori devono cooperare nel gestire la squadra e vincere la partita. Volendo nella versione finale sarà anche possibile giocare in modalità 3 VS IA. Sull’IA c’è un aneddoto da interessante da riportare: per renderla più realistica Konami ha inviato i suoi esperti a parlare con gli analisti e gli allenatori del Barcellona e degli altri team partner, così da capire come replicare il modo di pensare di una squadra.

Negli ultimi giorni Pro Evolution Soccer 2018 è anche stato oggetto di una partnership abbastanza singolare, quella con Usain Bolt. Il giocatore infatti comparirà all’interno del gioco in alcune modalità come se fosse un calciatore, un’idea che ha destato molte perplessità, ma che lo stesso Bhatti ha voluto chiarire. “Tutto è stato molto casuale, molto naturale, ci siamo trovati con Bolt alla fine di una partita ed è stato lui a esprimere il suo amore per il calcio e la sua voglia di essere dentro PES. In fondo sta per ritirarsi e so che qualche club di seconda divisione inglese sta anche cercando di ingaggiarlo”. Attenzione però, Bolt sarà disponibile solo se pre-ordinate il gioco, quindi, se l’idea vi dava fastidio, potrete tranquillamente ignorarlo.
Ovviamente tornerà anche la storica modalità della Master League, che si arricchirà con tornei estivi e un sistema di mercato completamente nuovo, con tanto di clausole rescissorie da far invidia a Raiola.
Adesso arriva per PES la fase più difficile, quella in cui si limano i difetti, che ci sono, soprattutto nelle difese fin troppo docili e in un arbitro che a volte esagera con i cartellini. Questo ultimo periodo che precede l’uscita sarà fondamentale per raffinare i dettagli, mettere a posto l’IA, l’interazione tra i giocatori, i movimenti sul campo egli eventuali problemi col codice di rete.
The post Com’è Pro Evolution Soccer 2018 appeared first on Wired.




Leggi la notizia completa