Comuni ricicloni, trionfa il Nord

In Italia il numero dei municipi impegnati a ridurre la quota del secco indifferenziato è cresciuta: lo afferma Legambiente, in occasione dell’assegnazione dei premi Comuni Ricicloni, giunti ormai alla 24esima edizione.
Si potrebbe obiettare che il numero dei municipi, 486, è sceso rispetto all’anno scorso (525) ma il punto è che molti comuni di piccole dimensioni si sono fusi mentre qualche comune campano, afferma l’associazione ambientalista italiana, non ha inviato i dati per tempo. Riconoscimenti vanno invece a tutti quei comuni, 486 appunto, che hanno prodotto meno di 75 kg di rifiuto secco indifferenziato per abitante all’anno.
In Italia quindi 486 i cosiddetti comuni free: in testa c’è il Veneto, con il 29,2% sul totale regionale, seguito da Friuli Venezia Giulia (27,8%) e Trentino Alto Adige, (18,7%). Dati non casuali, e infatti i capoluoghi liberi da rifiuti sono Trento, Pordenone, Treviso e Belluno. E infatti la stragrande maggioranza dei comuni senza rifiuti sono al Nord (82%), seguono il Sud e il Centro con il 10% e l’8%. Lo dicono i numeri, insomma: per un Veneto che ha 169 comuni rifiuti free rispetto al totale dei 579, ci sono regioni che hanno 1 comune rifiuti free su 390 come la Sicilia o 16 su 287 come la Toscana.
Crescono i comuni di una certa taglia che hanno abbracciato il nuovo corso sul rifiuto indifferenziato: Carpi, in Emilia Romagna, Capannori, Cassano Magnago, comuni compresi in una forbice tra 71mila e oltre 20mila abitanti.
Insomma, le buone prassi ci sono, per chi invece non sta ancora al passo meglio capire come fanno gli altri, guardando alle differenze tra i sistemi di gestione dei rifiuti urbani, come quello a consorzi che “consolida la propria validità garantendo servizi omogenei su tutto il territorio servito” in quanto “i numeri confermano che uniti è meglio: l’83% dei Comuni a bassa produzione di rifiuto indifferenziato, infatti, fa parte di un consorzio o di una comunità montana”.
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