È stata la mano di Dio è Sorrentino senza sorrentinismi

Il futuro è una nube da diradare a fatica lungo gli anni dell’adolescenza, che poi sono quelli di questo film, dall’estate del 1984 (quella dell’arrivo di Maradona a Napoli, una voce che si rincorre nella città tra increduli, speranzosi e dubbi avvistamenti) e quella del 1987 (con la conquista del primo scudetto). Non è un mistero che il protagonista di È stata la mano di Dio si chiama Fabietto ma in realtà è Paolo Sorrentino stesso, 15enne all’inizio del film, in piena tempesta ormonale, privo di grandi amicizie e privo di una ragazza, completamente perso per il corpo di una zia mozzafiato (Luisa Ranieri) e incapace di capire cosa fare di sé.
Nonostante sia un film autobiografico, questo di Sorrentino non è mai egocentrico, del personaggio raccontato non importa molto il mondo interiore, né di certo vengono esaltate …




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