Hiv, ritorno al passato (cit.)

Campagna Nazionale Anlaids 2018
In tutto il mondo, ieri è stata celebrata la giornata per la lotta all’Aids.
Nel mondo sono migliaia le organizzazioni, istituzionali e non, che da anni combattono quella che venne definita “la peste del secolo”. Solo che di Aids non si muore più. Lo stigma pestilenziale si è affievolito e questo fa sì che l’attenzione si abbassi: solo in Italia si contano 4.000 nuove infezioni da HIV ogni anno. La maggior parte delle quali continua a provenire da rapporti eterosessuali non protetti, perché chi ha contratto il virus non ne è a conoscenza e lo trasmette inconsapevolmente: “in Italia circa il 40% dei casi di hiv è diagnosticato in modo tardivo, mantenendo alta la circolazione del virus nella popolazione generale, e a questo va aggiunto un 30% stimato di persone – un dato altissimo – che inconsapevolmente continuano a favorire la trasmissione del virus” (fonte: Anlaids).
In tutto il mondo, ieri governi e istitituzioni hanno supportato le iniziative locali, hanno attivato i propri Ministeri, hanno affiancato ONG e volontari nella comunicazione per sensibilizzare soprattutto i più giovani sulla necessità di usare il preservativo e fare il test.
In tutto il mondo, ieri i governi hanno ricordato ai propri elettori che non si deve abbassare la guardia nella lotta all’Aids. È vero anche che 4.000 nuovi pazienti all’anno possono non rappresentare un costo sociale significativo, ma c’è un sommerso preoccupante, e soprattutto c’è una pericolosa disinformazione in particolare presso le popolazioni più giovani che devono essere continuamente sollecitate per arginare un fenomeno che può velocemente assumere dimensioni ancora più preocupanti.
In tutto il mondo, ieri ci sono state manifestazioni, spot, campagne, eventi, incontri e dibattiti su questo tema e i Ministri della Salute hanno potuto incontrare volontari, medici, pazienti in una giornata di sensibilizzazione e sostegno, finalizzata a debellare definitivamente la malattia.
In tutto il mondo, ieri le Associazioni si sono sentite un po’ meno sole e i pazienti anche.
Tranne in Italia.
In un articolo firmato da Simone Alliva su L’Espresso viente riportata la notizia che quest’anno – per la prima volta – “il Ministero della Salute non comunicherà messaggi istituzionali durante la giornata mondiale contro l’AIDS”. Ma non solo, il Governo ha ritirato l’emendamento alla legge di bilancio sulla distribuzione gratuita del preservativo agli under 26. E, come se non bastasse, ci si mette anche la Procura della Repubblica di Catania che nei giorni scorsi ha accusato l’ONG Aquarius di non aver smaltito gli indumenti dei migranti portatori di HIV (sic!).
Se questa è la scena del crimine, ciascuno di noi deve poter fare la propria parte per compensare le mancanze istituzionali. Io scrivo la pubblicità. E scrivere è l’unica che so fare. Ho firmato la campagna Anlaids che nei prossimi giorni sarà in 14 città italiane, davvero tante.
Tranne a Roma.
Semba che l’Amministrazione della nostra capitale abbia rifiutato di esporre la campagna, forse ha un linguaggio troppo deciso. Se vi piace, potete parlare di censura. Se vi piace, potete farla girare voi. Perché questa cosa riguarda tutti. Ci riguarda. #tiriguarda, appunto.
Grazie per aver letto fino a qui.

Fonte: Hiv, ritorno al passato: così l’Italia affonda tra ignoranza e discriminazione
The post Hiv, ritorno al passato (cit.) appeared first on Wired.




Leggi la notizia completa