I filtri Hepa si sono rivelati utili per ridurre il rischio coronavirus in alcuni ospedali

(foto: Massimo Bertolini/NurPhoto/Getty Images)Si ritorna sul dibattito, ricorrente durante la pandemia, sulla trasmissione airborne del coronavirus. Questa via di contagio si basa sull’aerosol di piccolissime particelle, potenzialmente contenenti il virus, emesse nella respirazione o parlando, che rimangono sospese in aria anche a lungo. Oggi uno studio ancora non peer reviewed, ma cui risultati sono disponibili in preprint su medRxiv e riportati anche in un articolo su Nature, mette in evidenza che i filtri Hepa portatili sono risultati efficienti nell’eliminare queste particelle nell’aria e potenzialmente nel ridurre il contagio. La ricerca, svolta dall’università di Cambridge, è condotta all’interno dell’ambiente ospedaliero ed è una delle prime conferme pratiche, in una situazione reale e non in laboratorio, dell’opportunità di questi strumenti.

Droplet o aerosol?
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