Il 57% delle aziende italiane usa software illegali

Foto: Getty ImagePiù della metà delle aziende ispezionate dalla Guardia di Finanza e dal Nucleo speciale tutela proprietà intellettuale hanno usato software “craccati”, sprovvisti di regolare licenza. Questo è quanto emerso da un’operazione che ha coinvolto 116 società sul territorio nazionale e che traccia un panorama decisamente critico per ciò che riguarda la legalità dei software utilizzati nei contesti aziendali.
Ben il 57% delle aziende ispezionate usava software illegali e a seguito di quanto emerso sono stati sequestrati ben 1.200 software per un valore di circa due milioni, e circa 400 tra apparecchi hardware, computer e hard disk. Sono state  inoltre denunciate 71 persone per violazione della normativa sul diritto d’autore.
Le aziende ispezionate operavano per lo più nel settore dell’edilizia e della progettazione industriale ed erano dislocate su tutto il territorio nazionale. Un dato che supera  di 12 punti percentuali la stima effettuata dal Global Software survey della Bsa (Business Software Alliance), che in maggio aveva chiarito che in Italia la pirateria informatica riguardava 45 casi su 100. Il nostro Paese, stando ai dati presentati lo scorso maggio, aveva migliorato il proprio posizionamento nella classifica mondiale di due punti percentuali rispetto al 2015, rimanendo però ben al di sopra della media mondiale ed europea, che si attestano rispettivamente sui 39 e  i 28 punti percentuali.
Il dato rilevato dall’ispezione della Guardia di Finanza può essere considerato relativo ai settori delle aziende coinvolte, mentre quello della Bsa stima una media complessiva dei mercati. I dati peggiori arrivano dall’Asia Pacifica (61%), Europa Centro-Orientale (58%) e Africa- Medio oriente (57%).
Negli ultimi anni è comunque cresciuta la consapevolezza delle aziende rispetto al legame tra software illegale e cybercrime: stando ai dati di Affinon International e della American Chamber of Commerce in Italy, le aziende italiane perdono infatti 9 miliardi all’anno per il cybercrime. Una stima complessiva di questi dati può quindi aiutare a considerare l’acquisto di un software legale non più una spesa, ma un investimento a favore della sicurezza e del buon esito delle ispezioni, in caso di controlli amministrativi.
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