Il caffè alle macchinette è davvero veloce: dopo 14 secondi non si compra più

Il paragone è con le incursioni notturne al frigorifero in una calda notte estiva. Lo si apre e si scruta tra i ripiani per intercettare qualcosa di veloce e gustoso che plachi il languore ingiustificato. Se non c’è nulla che soddisfa, o peggio se gli scomparti sono mezzi vuoti, il senso di frustrazione è forte e induce a chiudere insoddisfatti lo sportello. È quello che gli italiani fanno anche di fronte alle macchinette del caffè e degli snack.
Per acquistare un prodotto alle vending machine ci mettiamo mediamente 14 secondi. Impiegarci più tempo è un azzardo per chi vende bevande e merendine. Se indugiamo oltre il minuto, passa la voglia: si abbandona la macchinetta e si torna a lavorare a mani vuote. E chi vende non incassa. Lo spiega una ricerca dell’università Politecnica delle Marche insieme a Confida (Associazione italiana distribuzione automatica).
Ai fini dello studio sono state utilizzate quattro telecamere rgb puntate per 12 settimane su altrettanti distributori automatici dislocati in spazi diversi. Ovvero in un’università, in un ospedale, in un’area self service e in un’azienda. Gli esperti di big data hanno poi elaborato le informazioni raccolte.
I risultati descrivono alcuni dei trend di consumo in uno dei momenti sacri della quotidianità dei lavoratori. Spiegano che più tempo si trascorre di fronte ai distributori automatici, meno si compra. Il 32% degli acquisti avviene nei primi 5 secondi. Soltanto il 2% dopo 60 secondi. Gli italiani alla macchinetta vanno a colpo sicuro, sono degli aficionados routinari. E tendono a non esagerare: solo il 9,9% dei clienti acquista più di un prodotto. Che nella maggior parte dei casi è il caffè. Sono oltre 2,7 miliardi i caffè consumati l’anno scorso ai distributori, per un aumento dello 0,59%.  Al distributore automatico si consuma l’11% del caffè prodotto a livello globale. Tradotto: 150 miliardi di consumazioni.
Anche il settore delle vending machine si sta muovendo verso l’internet delle cose con oggetti sempre più connessi che i gestori monitorano per perfezionare il servizio. E i numeri premiano. I distributori di nuova generazione, specialmente quelli dotati di sistemi di pagamento cashless, attraggono il 23% di utenti in più.
I vantaggi sono anche dal lato del gestore. “I sistemi di telemetria consentono tramite la rete di controllare la macchina da remoto. Così ci si accorgere in tempo reale se mancano prodotti o se c’è un guasto”, spiega il presidente di Confida, Massimo Trapletti. Inoltre “il pagamento mobile, attraverso le app, permette di poter dialogare col consumatore, analizzandone le preferenze“.
Il mercato della distribuzione automatica di cibi e bevande e del caffè porzionato (capsule e cialde) lo scorso anno ha avuto un giro d’affari di 3,5 miliardi di euro. Per 11,1 miliardi di consumazioni complessive. Numeri che hanno fatto chiudere il 2017 con una crescita del +3,5%.
Confida, con Accenture, ha realizzato uno studio analizzando il comparto dell’automatico e quello del porzionato nel 2017. L’automatico è cresciuto dell’1,87% per un valore di 1,8 miliardi e un totale di 5 miliardi di consumazioni. Gli italiani sono particolarmente interessati alle bevande fredde (+5,01%), pari al 19,7% delle erogazioni.
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