Il Garante italiano della privacy indaga sulla più controversa società di riconoscimento facciale al mondo

Le foto finite nel database di Clearview AiAnche l’autorità italiana per la protezione dei dati personali prende di petto il caso di Clearview Ai, azienda statunitense specializzata nel riconoscimento facciale. La sua tecnologia è in grado di identificare una persona confrontando una foto con un archivio di immagini pescate a strascico da web e social network. A detta della startup di New York, sono 3 miliardi le foto di volti all’interno dei suoi database, utilizzate per allenare un algoritmo venduto a forze di polizia e aziende private.
A quanto risulta a Wired, lo scorso marzo l’azienda si è vista recapitare una richiesta di chiarimenti da parte del Garante italiano, in merito alle modalità tecniche con le quali vengono gestiti e protetti i dati. In particolare, l’autorità vuole sapere se avviene una elaborazione di dati biometrici dalle foto trattate, se queste sono adeguatamente protette e se vi siano …




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