Il maestro di Foligno e il razzismo dilagante

Chissà cosa voleva fare, il maestro Mauro Bocci, supplente a contratto di una scuola elementare di Foligno, in quella quinta B. Ha isolato un bambino, figlio di una coppia di nigeriani, insultandolo e costringendolo a dare le spalle alla cattedra. “Ma che brutto questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia brutto? E tu alzati così non devo guardarti fisso in faccia”. Poi ha disegnato un punto sul vetro della finestra: “Devi guardare fisso qui”. Tutto questo sabato 9 febbraio.
Il caso è esploso perché a farlo deflagrare sono stati i bambini. E i genitori. In quest’Italia ormai abituata a tutto, un segnale più che confortante. Non solo alcuni studenti hanno provato a ribellarsi in quel momento, anch’essi ripresi in malo modo, ma in molti hanno raccontato alle mamme, ai papà e ai nonni l’assurdo avvenimento. Scoprendo che anche alla sorella minore, che frequenta una quarta …




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