Il ritorno di László Krasznahorkai, pessimista geniale

Viviamo tempi ansiosi e di ciarlatani, e non solo per la pandemia. Le prossime elezioni americane paiono annunciare burrasca, e il populismo, coi suoi falsi proclami e le sue ansie messianiche, continua a detenere il potere nonostante le note e manifeste incapacità. L’Ungheria di Orban non è certo esente da questa piaga, e ha fatto parlare di sé soprattutto per la limitazione delle libertà personali e nella censura. Proprio dal paese magiaro è emersa negli ultimi anni la voce internazionalmente acclamata di László Krasznahorkai, sceneggiatore (per anni) del film-fiume Satantango, e soprattutto autore di un libro di culto con lo stesso titolo, ha lavorato col regista Bela Tarr e ora quasi più famoso e venerato di quest’ultimo. 
Famoso per i suoi lunghi e claustrofobici periodi che avvinghiano il lettore, e scoperto per l’Italia dal defunto editore Zandonai, Krasznahorkai è stato rilanciato in questi anni da Bompiani anche …




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