Il robot ispirato ai cani di Pavlov

Conoscerete la storia dei cani di Pavlov, ma riassumiamola comunque: lo scienziato dimostrò che, abituando i cani a ricevere un pasto dopo il suono di una campanella, questi iniziavano ad avere la bava alla bocca a prescindere dalla presenza del cibo, solo udendo il suono. Il termine che usò per descrivere questo comportamento fu riflesso condizionato, o condizionamento.
Un team di ricercatori in tutt’altro campo rispetto all’etologia ha preso a ispirazione questo approccio per provare ad applicarlo nientemeno che al settore dei nuovi materiali, e in particolare per applicazioni sul fronte della robotica. In poche parole, far comprendere a un materiale opportunamente strutturato cosa succederà in seguito a determinati stimoli, e condizionarne il comportamento.
Un esempio? Quello che vedete in questo video, dove un piccolo robot dimostra di aver imparato a muoversi in una specifica direzione in base al colore della luce che lo colpisce: il trucco è …




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