Inchiesta Consip, Woodcock deve rispondere per violazione segreto d’ufficio

Il complesso caso Consip si arricchisce in piena estate di un nuovo capitolo: come si apprende infatti oggi, il pubblico ministero napoletano Henry John Woodcock è indagato dalla procura di Roma per violazione del segreto d’ufficio. Al centro dell’indagine le fughe di notizie per una inchiesta che, partita da Napoli e seguita dallo stesso Woodcock, è passata poi in parte alla procura di Roma per competenza.
Nei mesi scorsi, il Fatto quotidiano ha pubblicato in esclusiva notizie sull’inchiesta, “nei giorni successivi rispetto all’arrivo del fascicolo dell’indagine sui tavoli della procura di Roma” scrive il sito del Fatto. Ma c’era Woodcock dietro la fuga di notizie? I magistrati dovranno accertare se e in che modo ci furono fughe di notizie durante il trasferimento dell’inchiesta. Come si apprende oggi, la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di concorso in rivelazione di segreto, anche la giornalista Federica Sciarelli che però, scrive l’Ansa, nega qualsiasi rivelazione in quanto “Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste”.
Uno degli snodi dell’inchiesta è l’accertamento o meno di eventuali avvertimenti ai dirigenti Consip dell’esistenza appunto di una indagine, per cui risulta indagato il ministro Luca Lotti. A svelare che Lotti era indagato, il Fatto quotidiano nel dicembre scorso.
Woodcock ha confermato all’Ansa, che riporta le sue parole di aver appreso di “essere indagato per il reato di rivelazione di segreto di ufficio. Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale”.
 
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