iPhone 7, il jack audio e gli altri standard uccisi da Apple

Tra poche ore Apple presenterà il nuovo iPhone 7, di cui (a quanto sembra) sappiamo già tutto. L’indiscrezione che ha già fatto discutere riguarda le possibili scomparse del tasto Home e del jack audio. Come unico slot resterebbe dunque il lightning connector, che aveva già sostituito un altro cavo: quello che ricaricava iPhone, iPad e iPod prima del 2012.
FULLSCREEN sfoglia la gallery iPhone 7 (Foto: letemsvetemapplem.eu)iPhone 7 (Foto: letemsvetemapplem.eu)iPhone 7 (Foto: letemsvetemapplem.eu)iPhone 7 (Foto: letemsvetemapplem.eu)iPhone 7 (Foto: nowhereelse.fr)iPhone 7 (Foto: nowhereelse.fr)iPhone 7 (Foto: @Onleaks)iPhone 7 (Foto: Chaxunzs)iPhone 7 (Foto: @KK)Non è certo la prima volta che l’azienda di Cupertino ripulisce i suoi prodotti di porte e slot ritenute fino a quel momento da tutti fondamentali, sacrificando la comodità dell’utente per migliorare design e portabilità dei gadget.
Era il 1998 quando Steve Jobs, da poco rientrato nell’azienda da cui era stato precedentemente cacciato, presentava al mondo l’iMac G3, un computer che rivoluzionava il settore non solo per il suo colore bizzarro. La macchina abbandonava il floppy drive per un nuovo formato chiamato usb.
iMac G3 (Foto: Apple)
Ai tempi sembrò una follia (Sony ha continuato a produrre floppy per il mercato giapponese fino al 2011), così come sembrò un sacrilegio l’assenza dell’Apple Desktop Bus, usato fino a quel momento per connettere tastiere e mouse, e l’SCSI (Small Computer System Interface) usato per collegare stampanti e altre periferiche, entrambi mandati in soffitta in favore dell’emergente usb.
Stessa perplessità generò la decisione nel 2010 di vendere un MacBook Air senza slot per cd/dvd, ma forse lo stupore maggiore arrivò l’anno scorso, con la presentazione dello splendido MacBook dorato:
FULLSCREEN sfoglia la gallery Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Il cavo USB-C del MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Il cavo USB-C del MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Apple MacBook (Foto: Maurizio Pesce / Wired)Il laptop, sottilissimo, presentava un’unica porta USB-C, che da sola avrebbe dovuto svolgere varie funzioni: caricare la batteria, trasferire i dati e servire da output video, supportando HDMI, la Mini DisplayPort e la VGA (quest’ultima nel frattempo ufficialmente dichiarata morta da tutti).

Una scelta davvero estrema, a cui l’utente in ansia avrebbe potuto controbattere con un’unica arma: comprando brutti (e costosi) adattatori multiporta:

L’elenco potrebbe continuare citando l’interfaccia FireWire, creata proprio da Apple a metà degli anni ’90 e abbandonata poi in favore della Thunderbolt, o la dismissione della porta Ethernet nei MacBook Air. Ma il succo non cambia: nella sua storia l’azienda di Cupertino non ha avuto paura di scommettere su nuovi standard, senza tanti compromessi, spiazziando consumatori, concorrenti e fornitori (ricordate la guerra che Steve Jobs dichiarò a Flash?).

È il motivo per cui, in fondo, Apple ha sempre affascinato: quel “one more thing” che durante la presentazione lasciava spazio a una possibile magia. Riuscirà questa volta, con le cuffie senza cavo?
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