iPhone 7, il jack audio non c’è più: cosa cambia ora?

Alla fine, il jack audio nel nuovo iPhone non c’è davvero più. Se ne parlava da settimane, il keynote al Bill Graham Civic Auditorium di San Francisco ha confermato tutto, o quasi. Il nuovo iPhone 7 non avrà più lo storico buco da 3,5mm.
“Ci vuole visione e coraggio, e noi abbiamo una visione per come sarà  l’audio mobile. La nostra visione è il wireless”, ha dichiarato Phil Schiller. “Era inutile mantenere una presa analogica“. Poi ha presentato le AirPods, le nuove cuffie senza fili, in vendita a fine ottobre a 179€. Proviamo a riassumere cosa cambia.
Come si ascolta l’audio su iPhone, ora?In quattro modi. Uno: con le tradizionali EarPods, che ora hanno un connettore lightning e sono incluse in ogni confezione. Due: con un adattatore jack, incluso anch’esso in ogni confezione, che permette di usare le “vecchie” cuffie. Tre: con qualsiasi cuffia bluetooth, ad esempio Apple ha annunciato una nuova linea di Beats. Quattro: con le nuove AirPods.
È meglio usare l’audio con il cavo?Dipende. Schiller ha ragione quando dice che il connettore lightning permette di processare direttamente il segnale audio in maniera digitale e che quello analogico è obsoleto. Finora erano pochissime le cuffie di questo tipo in circolazione, quasi tutte di fascia molto alta. Ma bisognerà vedere se le nuove EarPods con cavo lightning sfrutteranno questa possibilità e se avranno buona qualità (che non è uno dei pregi migliori delle cuffie Apple). Con il connettore lightning-jack la qualità sarà la stessa di sempre.
È meglio usare l’audio wireless?Apple sostiene di avere sviluppato un nuovo chip, il W1, per le AirPods ma nella comunicazione il suo uso viene riferito soprattutto ai sensori d’uso che e al risparmio di energie. Promette “un suono di alta qualità“, ma bisognerà ascoltare per capire.
Per quanto riguarda le cuffie Bluetooth: il mercato è invaso ormai da almeno un paio d’anni, per ogni  fascia di prezzo: si sentiranno sempre un po’ meno bene di quelle con il filo, ovvio, ma soprattutto tra le “cuffione” ci sono modelli wireless con ottima qualità: soprattutto se non avete l’orecchio fine dell’audiofilo non vi accorgerete della differenza.
Quelle che di solito si sentono peggio sono gli auricolari bluetooth, tendenzialmente nettamente inferiori ad auricolari con filo di media qualità. Il motivo? Finora, questa tipologia è stata pensata soprattutto per chi fa sport: per chi corre o va in palestra, la praticità è più importante della qualità audio.
Sarà più pratico?
In questo settore le AirPods, sulla carta, fanno passi da gigante: le cuffie bluetooth hanno durata di batteria limitata, soprattutto quelle auricolari, e il “pairing” può trasformarsi in un incubo. Le AirPods promettono facilità d’uso eccezionale, durano 5 ore (sotto lo standard, che è di 6-7), ma hanno una ricarica portatile nella custodia che porta il tutto a 24 ore. Certo il fatto che siano del tutto senza filo, anche tra un auricolare e l’altro, richiederà molta attenzione: sembrano facilissime da smarrire, piccole come sono.
Quanto all’uso dell’adattatore per il jack, il “dongle”: in molti già si lamentano di un cavo aggiuntivo. Ma il primo iPhone, quello che non è mai arrivato in Italia, aveva un problema simile: l’attacco jack era infossato e funzionava solo con le cuffie Apple: ci voleva un adattatore di terza parte per usarle…
Le cuffie diventeranno smart?L’uso del lighting o il wireless renderà l’accessorio più intelligente, perché in entrambi i casi il telefono può passare dati diversi dall’audio. Come altri produttori, Bose ha già presentato degli auricolari Bluetooth che misurano il battito del cuore, e le stesse AirPods hanno sensori di movimento. Vedremo se questa possibilità verra sfruttata.
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