La prova di Robinson, il campione della realtà virtuale

Colonia – A far compagnia a The Climb, nello stand Crytek della Gamescom di Colonia c’era anche Robinson: The Journey. Alla pari del collega, si tratta di uno dei titoli portanti della nuova generazione di realtà virtuale, grazie a un livello tecnico di assoluto livello e, soprattutto, un senso di immersività totale. Questo, per lo meno, nelle speranze dello sviluppatore tedesco.
Del gioco, in realtà, non si sa molto. Annunciato nel giugno del 2015, narra le vicende di un ragazzo schiantatosi con la sua astronave in un pianeta sconosciuto e apparentemente popolato da fauna e flora simili a quelle preistoriche della Terra.
La sessione dimostrativa provata a Gamescom, e basata sul caschetto Playstation VR (il gioco sarà disponibile anche per Oculus Rift), mi mette giusto all’inizio di questa epica avventura. In mia compagnia, una piccola sfera robot volante pronta a istruirmi sul sistema di controllo e le peculiarità del titolo.
In buona sostanza il gioco è basato in larga parte sull’esplorazione, dando la possibilità di spostare oggetti anche pesanti con una sorta di raggio traente, e interagire (poco) con l’ambiente. Va da sé che, essendo uno tra i primi grossi titoli per realtà virtuale, punta più sull’immersività che le azioni da fare. Ed è per questo che si presenta con un comparto grafico pazzesco (per lo meno se paragonato ad altri titoli VR), con una jungla riprodotta nei dettagli e un uso abbondante di poligoni.
Forse pure troppo abbondante, visto che gli sviluppatori, per garantire anche delle buone prestazioni, hanno optato per una rotazione “a scatti” della visuale. Diciamo che quando c’è da fare qualcosa ci si fa poco caso, ma l’inghippo diventa meno accettabile quando ci si dedica all’esplorazione pura.

A questo aggiungiamo una risoluzione bassina, come del resto si vede con quasi tutti i titoli in VR del momento. Il sonoro, dal canto suo, è magistrale, e vanta degli effetti capaci di assorbire tutta l’attenzione del giocatore.

Dopo una ventina di minuti di prova, l’impressione è che su Robison: The Journey ci sia ancora del lavoro da fare, e immagino Crytek sul progetto 24 ore su 24, visto che il titolo è previsto per il 13 ottobre, in concomitanza col lancio di Playstation VR. Tuttavia, il gioco incorpora appieno i crismi del titolo in realtà virtuale come dovrebbe essere in questa fase di diffusione della tecnologia: spettacolare senza mezzi i termini, anche a costo di dimenticarsi di essere gioco. In attesa, se mai succederà, che la VR maturi al punto giusto.
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