Lacci, la discutibile apertura di Venezia 2020

L’ombra di quel che eravamo. Si potrebbe prendere in prestito il titolo evocativo di Luis Sepúlveda per rinominare il film che ha aperto la 77ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Lacci di Daniele Luchetti. È tratto a sua volta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, che con il suddetto libro di Sepulveda c’entra poco, eppure racconta l’ombra di ciò che i protagonisti erano. Una coppia normale. Di quelle che amano, ridono, piangono, litigano, fanno l’amore, magari si tradiscono o magari no, magari si sopportano, magari no, ma tengono fede al patto. Quando il patto si rompe, tutto crolla e arriva puntuale quello che il film, come il romanzo, definisce  labes. Dal latino: rovina, disastro, crollo. Da quel momento in poi tutto diventa irrecuperabile.
Racconta questo il film d’apertura di Venezia 77, italiano doc firmato …




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