Lucy Lawless fa il tifo per le coppie gay come Xena e Olimpia

Lucy Lawless alla Palermo Comic Convention 2016
L’ospite d’onore della seconda edizione della Palermo Comic Convention 2016 è stata Lucy Lawless, l’attrice famosa in tutto il mondo per aver interpretato l’iconico ruolo di Xena, la principessa guerriera nell’omonima serie andata in onda in Italia dal 1998 al 2002 su Italia 1. Lucy Lawless ha partecipato ai tre giorni di convention, concedendo foto, interviste e tanti sorrisi al pubblico, composto da giornalisti e tanti fan.
Durante il primo giorno di convention, dopo un veloce red carpet, l’attrice ha partecipato alla conferenza stampa nella quale ha parlato quasi sempre in italiano. Lucy ha confessato di amare il nostro paese, spiegando che il suo amore per l’Italia è nato in lei da giovanissima grazie alla passione, quasi ossessione per il canto e per l’opera. All’età di 15 anni venne la prima volta con la madre per visitare La Scala di Milano e l’Arena di Verona.

 
Lucy Lawless: “Una società pluralistica è una cosa importante e salutare“
Durante le interviste si è parlato molto di Xena, della serie e del suo personaggio; ma è stata anche affrontata la questione più delicata dell’omosessualità, un tema di cui la serie Xena – La Principessa Guerriera si è fatta pioniera negli anni Novanta. La relazione di Xena con Olimpia (nella versione originale il personaggio si chiama “Gabrielle”) è stata una delle prime relazioni LGBT portata sul piccolo schermo, una vera rivoluzione al tempo ma anche un passo molto importante. “In Nuova Zelanda, in America, Australia, Inghilterra si chiama Gabrielle. Questo nome, Olimpia.. chi? Non ho mai incontrata… (sorride) Ma… Olimpia è stata una grande sorpresa. Nell’episodio 8 ha catturato la mia attenzione.” ha scherzato Lucy Lawless.
Olimpia e Xena nella serie tv ©SyndicationLa coppia Xena ed Olimpia ha sempre rappresentato un’icona per la comunità omosessuale e l’attrice ne è consapevole, ha dichiarato (in italiano): “Credo che la comunità gay a New York abbia sottolineato l’importanza di questa serie… Era controversa, era innovativa. [Questo tipo di lettura sulla serie] non è stata una sorpresa per il produttore [Robert Tapert], che dopo è diventato mio marito, e per la scrittrice che avevano creato questa nuova serie. Robert aveva visto i limiti della nostra civiltà e ha detto ‘ok, cominciamo da qui’.”
Lucy poi rivela che per lei non è stato problematico interpretare un personaggio omosessuale, anche allora negli anni Novanta, quando in Italia l’omosessualità era ancora un tabù in televisione. “Non ero preoccupata, [essere gay] non è una cosa strana nel mio paese. In Nuova Zelanda i gay si possono sposare e questo non toglie nulla al mio matrimonio.” Quando poi un giornalista italiano la informa che ora anche in Italia sono possibili le unioni civili, Lucy è piacevolmente sorpresa: “Veramente? Non lo sapevo… Auguri. Una società pluralistica è una cosa importante e salutare. Bene.”
La conferenza stampa viene interrotta a sorpresa dal sindaco Orlando che nel suo intervento vuole informare Lucy Lawless che Palermo è una città proiettata nel futuro, che rispetta i diritti umani. Il sindaco ci tiene a manifestare il suo orgoglioso per il fatto che la sua città è contro ogni discriminazione e ospita annualmente il più grande gay pride del Sud Europa (con 300 mila presenze).
 
 
 
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