Lutti, scritte nel cielo e denunce per molestie: come siamo arrivati alla Justice League di Zack Snyder

In questi ultimi 25 anni ne abbiamo viste di cose tra rifacimenti, franchise e ritorni, inclusi registi che rifanno se stessi – come Michael Haneke che gira due volte Funny Games, uno in patria e uno 30 anni dopo in America –, remake scena per scena (come Psycho di Gus Van Sant) e personaggi che subiscono un reboot a poca distanza dall’ultima apparizione sulle scene (come i tre Peter Parker degli anni 2000). Abbiamo assistito anche a filmmaker di fama licenziati prima di finire il lavoro, sostituiti con qualcuno di più conforme alle idee della proprietà. In realtà, capita da sempre, almeno da Via col vento a Solo: A Star Wars Story. Ma mai era accaduto che un professionista, dopo essere stato allontanato da un progetto lasciato a metà e affidato un altro, modificato e già distribuito in sala, fosse poi richiamato tre …




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