Migranti e violenza su Facebook: un colloquio con Alberto Abruzzese

La cronaca, ormai quotidiana, delle tragedie dei migranti è incorporata nel flusso delle narrazioni, spesso polarizzate all’estremo, dove la tragedia stessa, il fatto, diviene un particolare marginale della storia. In questi racconti l’elemento prevalente sembra essere la definizione di un confine identitario, sociale, politico o culturale, piuttosto che l’evidenza del disastro che coinvolge milioni di persone, che tentano di sfuggire ad una sorte avversa o, quasi sempre, tragica, cercando di raggiungere terre promesse che si rivelano poi essere trappole senza vie d’uscita.
Queste narrazioni scorrono spesso, col cinismo della rapidità, nei social network, dove esistono “luoghi” diversi, spesso privati , come i gruppi segreti, dove gli aspetti più abietti della natura umana emergono a volte anche tra coloro che dovrebbero occuparsi di impedire che tali abomini si verifichino, come rappresentanti delle istituzioni o delle forze dell’ordine. In una discussione ampia sul senso di questi fenomeni, ne …




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