Once Upon a Time 6×02 “A Bitter Draught” – La mammina è tornata!

ABCOnce Upon a Time 6×02 “A Bitter Draught”
Dopo la recensione del primo episodio non vedevo l’ora di vedere il secondo e scrivere di quanto fosse bello. Mi sbagliavo… Sono tornata alla triste realtà degli episodi noiosi e senza senso. Dopo i primi 20 minuti pensavo ne fossero passati almeno 40. Lento, piatto, senza Jafar…per me una catastrofe. Avrei tanto voluto scrivere un’altra recensione a “settori” come la precedente (btw grazie a chi l’ha commentata ed apprezzata, continuate così please), ma la verità è che tutto questo materiale non c’è, quindi sarà un mero tentativo di mettere in forma scritta il mio disappunto.
REGINA CHI? Regina dei nostri cuori, oltre alla sua parte cattiva, sembra essersi liberata anche del buon gusto nel vestire e del rossetto rosso scuro. Per circa metà episodio ogni volta che sullo schermo appariva in tutto il suo tailleur-splendore riuscivo a pensare solo ad una cosa: i mocassini. Dove sono i tacchi? DOVE? Perché i cattivi devono essere sempre i meglio vestiti? Tralasciando il momento Enzo Miccio e tornando all’episodio Regina ha fatto la Snow White della situazione insomma, tutta bontà e crisi d’identità, tra un inceppamento dei poteri magici e l’altro ( più o meno come quando l’accendino non funziona, per capirsi).
THE EVIL QUEEN: una delle poche gioie dell’episodio.
Se si candidasse alle elezioni io la voterei. Oltre a poter vendere il ghiaccio agli eschimesi, la Regina Cattiva si dimostra una ottima “nuova” sorella per Zelena, dotata anche della capacità di preparazione cocktail (come avevamo notato nel precedente episodio), baby sitting e, all’occorrenza, consulenza criminale (Moriarty, perdonami). I suoi vestiti sono stati una delle parti migliori dell’episodio. Momento di gioia per le due frasi pronunciate durante il faccia a faccia con Regina ed Henry: “Miss me?” (e ancora Moriarty torna tra noi) e “Mommy’s back”. Fatto non di poco conto è la pulce nell’orecchio che mette al povero consorte di Snow. La morte di suo padre è stata veramente un incidente?
EMMA, SNOW ED IL CLUB DEI CAMICIONI: non so cosa sia successo al costumista, ma questa puntata ha svegliato la Carla Gozzi che è in me e non ho potuto fare a meno di notare l’abbigliamento della famigliola felice. Emma, ancora stordita dai tremori e dalle visioni, decide che forse indossare quello che sembra un camice bianco è la scelta migliore nel caso dovessero servirle cure mediche. Snow invece decide di optare per un mega camicione al ginocchio, talmente comodo da poterci anche combattere il Conte di Montecristo.
CHARLOTTE: non so bene chi sia, da dove è sbucata e lo scopo della sua vita, so solo che la sua presenza è stata utile quanto quella di Belle (che, per la cronaca, è apparsa per 10 secondi. Giusto il tempo di far avere ad Hook il suo momento di gloria). Già il fatto che sia bionda mi indispone (senza offesa). E’ risaputo che nella legenda generale della tv biondo= buono, bruno= cattivo. Charlotte, infermiera/amica/non so cosa della famiglia Charming, ha come unico scopo nella sua (per ora) breve comparsata quello di creare problemi al povero Conte di Montecristo. Lui la vede ed in due secondi si innamora, lui la vede di nuovo ed in mezzo secondo le salva la vita. Lei, in tutto ciò non si accorge di nulla. Insomma, una rottura.
ABCIL CONTE DI MONTECRISTO: ora, cosa ci faccia il Conte di Montecristo a Storybrooke  non lo so. Sono ancora parecchio perplessa su di lui. Arriva da Granny’s, parla con Henry, lascia una lettera che per un attimo mi è sembrata quella di Hogwarts e sparisce. A me sarebbe già andato benissimo anche così, ma è comparso di nuovo, purtroppo. Ha voluto strafare il ragazzo. L’intero episodio è stato basato su di lui, sul suo lavoro da sicario per conto della Evil Queen nei confronti di Snow e Charming, sul suo innamoramento lampo per Charlotte. Tra una capriola con Snow e marito di qua ed un infilzamento con Regina di là il povero Conte lascia la scena, per il momento.
Conclusione con dottore per l’episodio. Emma, corsa dal Grillo Parlante, arriva alla conclusione che non parlare delle sue visioni forse non è proprio un’ottima idea. Elemento centrale della discussione è l’incappucciato stile Dissennatore. Secondo una logica schiacciante, degna di uno scolapasta, Emma crede di aver capito chi si nasconde sotto quel cappuccio, ma CHI è?
 
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