OpenOffice abbandonato a se stesso, rischia la chiusura

Aggiornamenti troppo diluiti, vulnerabilità in agguato. Dennis Hamilton, vice presidente di Apache OpenOffice, non l’ha mandata a dire: di questo passo, la chiusura di OpenOffice è una seria possibilità.
Ha scritto chiaramente che, al momento, sembrano non esserci sviluppatori che abbiano capacità e volontà sufficienti per supportare i pochi volontari (“una mezza dozzina“) che tengono in vita il progetto. Progetto che si è configurato, sin dall’inizio dei Duemila, come l’alternativa al pacchetto Office di Microsoft in tutte le sue funzioni.
Negli anni però, sempre più sviluppatori hanno abbandonato OpenOffice per concentrarsi su LibreOffice, lasciando che l’ultimo aggiornamento di OpenOffice fosse il 4.1.2 dell’ottobre 2015, con soli due aggiornamenti nell’anno precedente. ArsTechnica fa notare che LibreOffice ha ottenuto 14 aggiornamenti solo nel 2015.
Per non parlare della vulnerabilità evidenziata a luglio, per la quale non è stata fornita una soluzione e anzi, dallo stesso OpenOffice Project è arrivato il consiglio alternativo: usare LibreOffice, o Microsoft Office.
Nonostante il successo di LibreOffice, OpenOffice continua a vantare più utenti: scaricato più di 29 milioni di volte nel 2015, per un totale di 160 milioni di download dal 2012, secondo i loro dati. Anche per questo, gli sviluppatori vorrebbero tenerlo in vita. Secondo Phillip Rhodes bisognerebbe parlare di come coinvolgere altre persone, piuttosto che concentrarsi sulla chiusura del progetto. In questo caso, i file sorgente resterebbero disponibili, ma il progetto non fornirebbe più alcun cambiamento, aggiornamento o aggiunta, e dismetterebbe le proprie vesti ufficiali.
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