Oxygene è un distillato dei cambiamenti della fantascienza dei nostri anni

Oxygene non è certo il film migliore possibile, anzi ha dei problemi verso il centro con tutti i suoi flashback, che si risolvono bene solo nel finale. Sicuramente però prende tutte le caratteristiche cruciali e le trasformazioni che la fantascienza ha attraversato negli ultimi 10 anni e li spoglia di ogni sovrastruttura per guardarli come sono, in purezza. Per arrivare a questo serve prima di tutto una trama elementare: una donna si risveglia per errore in una camera per il sonno criogenico, per effetto del sonno non ricorda niente, nemmeno chi è, e non può aprire la capsula grande quanto una bara. Ha il problema dell’ossigeno in calo, sufficiente giusto giusto per la durata di un film lungo il quale dialogando con l’intelligenza artificiale che gestisce la criogenesi deve capire chi è, perché stia lì e come fare a non morire.
Gli …




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