Perché é importante che non siano i social network a definire giusto e sbagliato

(foto: Getty Images)di Andrea Monti*
*Avvocato cassazionista, professore incaricato di diritto dell’Ordine e della sicurezza pubblica nell’Università di Chieti-Pescara
Su Wired avevo commentato la polemica riguardante Magnum Photos, poi risolto dall’annuncio della stessa agenzia delle revisione dei contenuti dei propri archivi e del sistema di parole chiave per identificare le immagini dei reportage (in breve, un reportage sulla prostituzione minorile di David Alan Harvey, disponibile nel catalogo dell’agenzia fotografica fino a poco fa, ha suscitato aspre polemiche, costando alla suddetta l’accusa di vendere foto di pornografia minorile). La vicenda offre lo spunto per una riflessione più generale sul rapporto fra il dovere del giornalista di informare, il diritto delle persone di sapere e la pretesa di imporre limitazioni alla libertà di stampa e di espressione in nome di convinzioni individuali, amplificata dalla possibilità di usare …




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