Perché la “carestia” di chip ha messo in subbuglio l’industria dell’auto

Automobili (Getty Images)“Le nostre aziende stanno facendo il necessario”: così la ministra dell’Economia di Taiwan, Wang Mei-hua ha risposto pubblicamente a una lettera ricevuta la scorsa settimana dall’amministrazione degli Stati Uniti, che riconosceva gli sforzi compiuti da Taipei nell’attuale crisi dei semiconduttori. La questione dei microchip è entrata anche alla Casa Bianca, dove l’altro giorno è stata ricevuta una delegazione dei produttori d’auto americani, preoccupati per la mancanza di chip usati nelle componenti elettroniche delle moderne vetture.
Di recente, per esempio, General Motors ha prolungato i tagli di produzione in tre stabilimenti del Nord America, mentre Ford ha avvertito che la crisi potrebbe causare una perdita del 10-20% nel primo trimestre, ricorda Cnbc. In ogni caso il governo americano ha chiesto alle proprie ambasciate di tastare il terreno per capire chi, tra i vari paesi, possa collaborare per combattere la “carestia” dei semiconduttori.
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