Perché non si parla di Ikram Nazih, la ragazza italiana in carcere in Marocco per blasfemia?

Ikram NazihNon tutte le storie ottengono la stessa copertura mediatica: alcune durano lo spazio di alcune ore; altre attraversano i nostri feed sui social network per un paio di giorni, quando sono fortunate; di altre ancora non sentiremo mai parlare. A quest’ultimo destino di oblio sembra destinata la vicenda di Ikram Nazih, ragazza di ventitré anni di Vimercate, cittadina a 25 chilometri da Milano, dov’è nata da due genitori di origine marocchina. Oggi Nazih vive – o sarebbe meglio dire: viveva – a Marsiglia, dove si stava laureando in giurisprudenza, ma ha completato le scuole dell’obbligo a Bergamo diplomandosi al liceo Falcone, dove i compagni la ricordano come una ragazza col velo di indole timida e dai modi educati. Il 20 giugno è partita per il Marocco con la famiglia per passare le vacanze dai parenti e celebrare la festa dell’Eid al Adha – o del Sacrificio, che ricorda quello di …




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