Possibile che il governo italiano non abbia nulla da dire sulla svolta del caso Regeni?

“Nessun commento”. Le uniche due parole che la Farnesina, sede istituzionale della rappresentanza diplomatica italiana, ha concesso ai media dopo la singola giornata più importante dei cinque anni trascorsi dall’omicidio di Giulio Regeni colpiscono per ciò che non dicono: sulla morte del ricercatore triestino rapito al Cairo il 25 gennaio 2016 la Procura generale egiziana e la Procura della repubblica di Roma hanno appena diramato una nota congiunta che sa di beffa. Hamada al-Sawi, massima autorità della pubblica accusa dello stato nordafricano, ha posto dubbi “sulla solidità del quadro probatorio”, ritenendo che ci fossero “prove insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio”. Insomma il Cairo non collaborerà con gli inquirenti italiani, né risponderà alla loro richiesta di rogatoria internazionale per i riscontri sulle dichiarazioni dei testimoni, ma – con una formulazione volutamente indefinita – “rispetta le decisioni che verranno assunte, nella sua autonomia, dalla Procura di Roma”.
Parallelamente, l’Egitto porterà avanti la …




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