Recensione Xbox Series X, non chiamatela pc

Per capire Xbox Series X occorrere tracciare la strada percorsa da Microsoft fin dal suo esordio, avvenuto nel lontano 2001 col primo modello. Si trattava a tutti gli effetti di un pc, checché se ne dica. Non a caso, nacque da un’intuizione di Seamus Blackley, ex genio di Looking Glass Technologies (quelli di Ultima Underworld, per intenderci), che insieme a Ted Hase, Otto Berkes e Kevin Bachus decise di smontare, compattare e rimontare un notebook Dell per trasformarlo nel prossimo avversario della PlayStation di Sony. La prima Xbox, oggi lo possiamo dire a cuor leggero, era imbarazzante nell’aspetto, nel contenuto tecnologico e nella dotazione software iniziale, ma lasciava intravedere alcune idee brillanti. In particolare due: la dashboard, vale a dire l’interfaccia principale, e il sistema online, che Microsoft volle imporre, fin da subito, come pietra miliare del settore. Niente, insomma, sarebbe stato più come prima.
Dalla prima Xbox …




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