Ryanair, il bagaglio a mano dimagrisce: ne resterà solo uno

D’altronde, che la tendenza sia quella di farci imbarcare nudi e crudi, non è una novità. Basti pensare al lancio, nei mesi scorsi, delle tariffe cosiddette “basic economy” che, per alcune compagnie statunitensi, non daranno diritto neanche allo spazio nella cappelliera e dunque a nessun bagaglio a bordo. Costeranno meno, è vero, ma solo per poltrona e spazio sottostante. Fine. Ryanair non è ancora arrivata a tanto. Ma, dopo quattro anni di fair play con i propri passeggeri – tanti, sono 117 milioni ogni anno, in Italia il vettore irlandese è leader – torna a ritoccare le regole per il bagaglio a mano.
La nuova policy parla chiaro: dal primo novembre solo un pezzo. Non di più. Non ci saranno cioè più sconti per chi, oltre al minitrolley d’ordinanza, si presenza con buste, bustine e bustoni, zainetti, borsette e borselli, marsupi e altri tipi di bagagli. Il “piccolo” della coppia sarà registrato in stiva, gratuitamente. Bastone e carota, insomma.
Anche perché praticamente chiunque voli con Ryanair, tranne bisogni particolari, si porta la valigia in cabina: ad agosto è successo col 97% dei passeggeri. Il che, però, spesso rallenta le procedure d’imbarco, strategiche soprattutto per le low cost. Riempire rapidamente l’aereo significa tenere in ordine le statistiche sulla puntualità, far girare gli aeromobili senza ritardi fra i vari scali, rispettare gli slot assegnati dagli aeroporti per decolli e atterraggi evitando ulteriori lungaggini in pista. Per questo, via libera solo al bagaglio a mano da 55x40x20 cm entro i 10 chili. Tutto il resto è stiva.
La scelta ha tuttavia un’altra ricaduta. Servirà a spingere ancora di più le tariffe speciali. Cioè a far pagare dai 2 agli 11 euro per la scelta del posto, che include anche l’imbarco prioritario e che continuerà a consentire il secondo pezzetto, così come a orientare più passeggeri verso le opzioni Plus e Flexi Plus o le tariffe Leisure Plus e Business Plus che includono anche altri servizi, fra cui il fast track ai controlli di sicurezza.
Non solo. Ryanair dice che, per il momento, perderà 50 milioni di euro. Ma intanto la contestuale riduzione del prezzo del bagaglio regolare registrato (che scende da 35 a 25 euro salvo i periodi di punta come le festività) e l’aumento della franchigia (da 15 a 20 chili, probabile a questo punto che siano destinate a crescere anche quelle plus) renderà più accessibile a molti passeggeri anche la scelta di spedire una valigia, magari condivisa, per viaggiare più leggeri. Insomma, qualcosa sta cambiando e Ryanair, nonostante l’irrigidimento sui bagagli in cabina, fra diversificazione dell’offerta e limatura dei costi, somiglia sempre di più a una compagnia tradizionale.
Certo, rimane l’impianto di base del tutto no frills. Che passa anzitutto dalla fase di acquisto e scelta sulla propria piattaforma ufficiale. Come mi spiegò un esperto del settore qualche tempo fa, “Ryanair non vende voli ma pubblicità online”. Sul resto, dai servizi a bordo al comfort dei velivoli, la strada è lunghissima. Chissà che non possa passare anche da Alitalia: proprio ieri Michael O’Leary, grande capo del vettore dell’isola verde, ha spiegato che la compagnia presenterà un’offerta vincolante per l’ex vettore di bandiera tricolore. Il progetto sarebbe quello di farla confluire nel proprio perimetro per puntare anzitutto sul lungo raggio.
“Vedo un futuro molto positivo per le rotte a lungo raggio di Alitalia – ha spiegato il vulcanico manager che ha rivoluzionato i cieli d’Europa – se entrasse nel perimetro di Ryanair continuerebbe ad essere una compagnia diversa dalla nostra, anzi sarebbe addirittura concorrente sul territorio italiano. Il nostro focus è sui voli intercontinentali, che hanno un grande potenziale. Insomma siamo interessati e manderemo entro fine settembre la proposta vincolante ai commissari”.
The post Ryanair, il bagaglio a mano dimagrisce: ne resterà solo uno appeared first on Wired.




Leggi la notizia completa