Samsung, Lee Jae-yong incriminato per corruzione

(foto: Getty Images)Per il vicepresidente di Samsung Electronics, Lee Jae-yong, erede del colosso coreano del tech, arrestato in Corea del Sud a metà febbraio, si avvicina il processo: secondo quanto si apprende oggi, l’ufficio della procura speciale che indaga sul caso ha annunciato per Lee, e altri quattro dirigenti, l’incriminazione con l’accusa di corruzione e appropriazione indebita.
La vicenda di Jae-yong si intreccia con lo scandalo che ha travolto la presidente coreana Park Geun-hye, sospesa a dicembre. Lee è in stato di arresto dallo scorso 17 febbraio: l’erede del gruppo coreano, che governa solo un ramo dell’azienda ma che viene definito il leader de facto del gruppo, dovrà quindi difendersi dall’accusa di aver promesso o versato tangenti in cambio di favori da parte del governo in relazione a una fusione tra due affiliate del gruppo nel 2015.
Non ci sono invece commenti da parte della conglomerata coreana sulle evoluzioni giudiziarie di Lee; tuttavia, gli effetti sul gruppo non tarderebbero ad arrivare; sembra infatti che l’azienda abbia deciso di chiudere il suo corporate strategy office, a seguito dei recenti sviluppi.
Le incriminazioni annunciate oggi arrivano nella giornata finale delle investigazioni, per uno scandalo che promette di riscrivere più in generale i rapporti tra potere ed economia nel paese.
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