Satispay cresce ancora, arriva alle casse di Esselunga

Satispay è accettato anche all’EsselungaIl primo esperimento è partito nel supermercato di Segrate, che per Esselunga è il negozio dove testare le novità. Ma entro la fine dell’estate in tutti i supermarket della famiglia Caprotti si potrà pagare con Satispay. La startup milanese ha siglato un accordo con il gruppo della grande distribuzione per introdurre nei 154 negozi di Esselunga il sistema di pagamento direttamente dello smartphone, collegandolo direttamente al conto corrente tramite l’Iban.
Il programma Satispay è stato integrato nelle casse del supermercato. L’utente dovrà selezionare il negozio in cui si trova, che sarà il primo della lista grazie alla geolocalizzazione della app, poi digitare l’importo dello scontrino e, con un clic, effettuare il pagamento, che sarà direttamente accettato dalla cassa in cui è in coda.
Oggi Satispay ha 135mila clienti attivi su oltre 270mila download dell’applicazione. In media, chi paga con Satispay lo fai sei volte al mese, contro le 2,8 volte di chi usa la carta di credito. Si può scambiare denaro con i propri contatti un rubrica o pagare nel circuito di negozi convenzionati. Il sistema di pagamento è riconosciuto da 16mila attività in Italia, dai piccoli negozi di quartieri a catene come Grom, Benetton, Venchi, Old Wild West.
I big della distribuzione rappresentano un alleato di doppia utilità per la startup. Da un lato il numero di transazioni che movimentano ogni giorno consente di accelerare la diffusione del sistema di pagamento e il raggiungimento di una massa critica di clienti. Dall’altro sono le teste da ponte con cui Satispay vuole espandersi dall’Italia all’estero, obiettivo che fa parte del piano industriale dei prossimi anni.
Esselunga non ha negozi oltre confine ed è distribuita in alcune regioni del nord e del centro Italia: Lombardia in primis, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna e Lazio. Tuttavia ha un alto giro d’affari (ha chiuso il 2016 con 7,5 miliardi di euro di fatturato) e una strategia di fidelizzazione del cliente che ne fanno un tassello strategico per la crescita di Satispay.
A differenza dei sistemi di pagamento digitali basati sulle carte di credito, che devono emettere un token per rendere la carta “invisibile” alla cassa ed evitare frodi, Satispay permette di riconoscere il cliente e quindi di attivare programmi fedeltà collegati. È stato un elemento cardine per convincere soprattutto i piccoli esercenti a introdurre il pagamento digitale, ma per le grandi catene, che hanno già i loro piani promozionali, potrebbe essere uno strumento per espanderli.
“Con l’adesione di un player tanto importante come Esselunga il nostro obiettivo di rivoluzionare la cultura dei pagamenti quotidiani si fa molto più concreto e vicino”, spiega Alberto Dalmasso, cofondatore e amministratore delegato di Satispay. La startup ha lanciato a maggio un round di finanziamento da 12 milioni di euro e ha già raccolto 15 milioni. La finestra di investimento si chiuderà alla metà di agosto e i fondatori contano di raggiungere i 20 milioni di euro. Nell’ultimo round Satispay aveva raccolto 8,5 milioni. Il nuovo ciclo di investimento servirà a finanziare il consolidamento della startup in Italia e l’espansione all’estero.
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