Solar Probe Plus, la missione Nasa che vuole “toccare” il Sole

(Foto: SDO/NASA via Getty Images)Altro che missioni sulla Luna e su Marte: la Nasa punta ancora più in alto, preparandosi a toccare il Sole. È questa l’intenzione annunciata ufficialmente dall’agenzia spaziale americana durante la conferenza svolta al William Eckhardt Research Center Auditorium della University of Chicago, che ha svelato i primi dettagli della prima missione che punta al Sole: uno speciale veicolo spaziale sarà pronto a immergersi direttamente nel torrido caldo dell’atmosfera solare, permettendo così agli scienziati di comprendere meglio la composizione dell’atmosfera della nostra stella e alcuni fenomeni, come il vento solare. “Tante questioni fondamentali sul vento solare rimangono ancora senza risposta”, Rocky Kolb, della Division of the Physical Sciences alla University of Chicago.
La missione, chiamata Solar Probe Plus, partirà la prossima estate, nel 2018, con il lancio di una speciale sonda, la Parker Solar Probe, in onore dell’astrofisico Eugene Parker, che negli anni ’50 sviluppò la teoria sul vento solare. “Questa è la prima volta che la Nasa nomina un veicolo spaziale in onore di una persona ancora in vita”, spiega Thomas Zurbuchen, della direzione scientifica della Nasa di Washington. “È un testamento dell’importanza del suo lavoro, fondando un nuovo campo della scienza e che ha ispirato la mia ricerca e molte altre questione scientifiche che la Nasa continua a studiare e prova a comprendere ogni giorno. Sono molto eccitato di essere personalmente coinvolto per onorare un grande uomo e la sua eredità senza precedenti”.
Orbitando a 6,2 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, la Parker Solar Probe dovrà far fronte alle elevatissime temperature e alle potenti radiazioni dell’atmosfera solare esterna, molto differenti da quelle incontrate da qualsiasi altro veicolo spaziale della storia. Lo scopo è quello di rispondere a decenni di domande sulla fisica solare e sul funzionamento di questi corpi celesti. Inoltre, i dati saranno utili anche per migliorare le previsioni degli eventi spaziali e climatici che influenzano la Terra, i satelliti e gli astronauti nello spazio. “La sonda solare andrà in una regione dello spazio che non è mai stata esplorata prima”, afferma Eugene Parker. “È molto emozionante sapere che finalmente potremo osservarla. Vogliamo avere delle misure più dettagliate su quello che succede nel vento solare e sono sicuro che ci saranno alcune sorprese. Ci sono sempre”.
(foto: JHU/APL)La sonda dovrà tentare di sopportare temperature fino a 1.400 gradi, a cui nessun altro veicolo è riuscito a resistere finora: il grande salto tecnologico di questa missione sarà uno scudo termico. Questo scudo contro le altissime temperature è realizzato con un composto del carbonio di 11,5 centimetri di spessore e sarà capace di sopportare temperature di poco meno di 1.400 gradi. Oltre allo scudo termico, il Solar Probe Plus (che costerà circa 1,5 miliardi di dollari) utilizzerà un sistema di circolazione attiva per proteggere gli strumenti che avranno il compito di misurare i campi elettrici e magnetici della corona, le temperature degli elettroni e la densità del plasma. “È una sonda spaziale carica di innovazioni tecnologiche che risolveranno molti dei più grandi misteri della nostra stella, tra cui scoprire perché la corona del sole è molto più calda della sua superficie”, riferisce Nicola Fox, scienziato del progetto Solar Probe di Parker.
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