Terza serata del Festival di Sanremo, non è finita finché non è finita

Nella serata-maratona del giro di boa del Festival, delle cover, dei Negramaro in memoria di Lucio Dalla e della modella orgoglio italiano nel mondo Vittoria Ceretti, l’atmosfera in sala stampa è da Aspettando Godot, sarà perché si conosce l’inizio ma non la fine. Fiorello scherza, o forse no: “In scaletta ho letto le 2,05”. Risposta di Amadeus: “Mettetevi comodi, che si balla”. Qui al primo piano del Casinò ciascuno nel proprio spazio: un po’ come in Dirty Dancing, “io non entro nel tuo e tu non entri nel mio!”. Però, con la prima esibizione, c’è poco da scatenarsi: Noemi e Neffa con Prima di andare via restano sottotono. Per fortuna passano in fretta il testimone a Fulminacci che, accompagnato da Roy Paci e da uno strepitoso Valerio Lundini, riesce a farci pensare positivo come Jovanotti nel 1994. Seguono Francesca Renga e la nipote di Loredana Bertè Casadilego con Una …




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