The Young Pope, pro e contro della serie tv di Paolo Sorrentino

Se siete ormai innamorati di The Young Pope, sappiate che non siete i soli. Se, allo stesso modo, state guardando con tedio e fastidio infiniti la serie tv, dovete sapere che non siete soli. Il superprodotto firmato da Paolo Sorrentino per Hbo, Sky e Canal+ divide: ispira odio intransigente o entusiasmo cieco; proprio come il suo potente e ridicolo protagonista Lenny Belardo, il primo papa americano interpretato da Jude Law.
Proviamo a passare in rassegna i pro e i contro dello show: sono gli stessi. Tutto dipende da come li guardate.
Contro
Sorrentino
Chi ha detestato La grande bellezza o crede che il cinema del regista si limiti a ricalcare in maniera virtuosistica e vuota quello di Federico Fellini non può che trovare The Young Pope insopportabile. Tutto, in questa serie, grida il nome del suo creatore ormai portatore di un universo narrativo personale dai colori e dalle figure piuttosto ben delineate: la fascinazione nei confronti della decadenza, la galleria di ritratti grotteschi e caricaturali, i tempi lenti e contemplativi, la perenne dichiarazione d’amore urlata a una Roma avvilita dai suoi stessi costumi sono solo alcune delle cifre uno dei registi più odiati e amati (forse) al mondo.
I dialoghi
Se i personaggi dei film di Quentin Tarantino passano, tipicamente, la metà del tempo a ricamare su fatti quotidiani, triviali e trascurabili restituendo grandezza alle piccole cose, a essere disquisiti senza sosta nei discorsi dei protagonisti di The Young Pope sono i massimi sistemi: i discorsi su Dio, la morte, la vita, la celebrità, l’amore, il sesso, la politica, la filosofia e l’umanità trasformano valori giganteschi in frasi a effetto, slogan vuoti, aforismi da condividere su Facebook depotenziando e riducendo ad accidente ogni snodo narrativo della vicenda.
L’implausibilità
La storia di The Young Pope è assurda. Nessuno parla come i suoi personaggi. Gli avvenimenti raffigurati sono inimmaginabili. Il mondo rappresentato non è, e probabilmente non sarà mai. Questa serie tv è la fiera dell’implausibile: Lenny non esiste, la sua sola possibilità è del tutto inverosimile, e il respiro di Dio che (ci viene suggerito) spira sul suo papato è l’apnea del vuoto pneumatico.
Pro
L’implausibilitàThe Young Pope va probabilmente presa per quel che è: una serie distopica in piena regola. Basta consultare il significato di distopia: previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi. In altre parole, lo show è probabilmente più simile a Black Mirror che ad House of Cards o Game of Thrones – paragoni spesso tirati in ballo – perché racconta la potenziale esasperazione dei valori dello Stato Pontificio. Se tanto ci dà tanto, un golpe potrebbe addirittura essere dietro l’angolo (cliffhanger della prima stagione?).
I dialoghi
Si dice e scrive troppo poco, ma The Young Pope è davvero divertente. È abbastanza difficile credere che qualcuno abbia la prontezza nel rispondere (niente) del Lenny Belardo che impone – letteralmente – alla Madonna ciò che deve fare, è decisamente ridicolo immaginare che un alto cardinale possa descrivere attrazione fisica nei confronti di una statua millenaria, o che una donna dichiari amore carnale al massimo servo di Dio. I dialoghi di questa serie fanno ridere: se c’è concetto e serietà (e c’è) va ricercata proprio nello svuotamento progressivo di qualsiasi senso apparente. Le incursioni nella parodia sono, in ogni caso, moltissime.
Sorrentino
Se detestate Sorrentino e detestate la serie, vale anche il contrario: se la sua visione del mondo vi rapisce; se il realismo magico a base di canguri e fenicotteri solletica la vostra inclinazione al surrealismo; se non potete fare a meno di commuovervi sul racconto di una società desolata e divorata dal di dentro da opulenza e populismo; se il commentario sull’italianità vi fa scuotere la testa in una sorta di assenso assoluto allora ovviamente siete appassionati di The Young Pope. Che offre tutto questo nella cornice classica (erosa) della serialità americana.
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