Travel ban, piccola rivincita per Trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti in autunno deciderà sulla legalità del Travel ban dell’amministrazione Trump. Nel frattempo, alcune parti del provvedimento, che l’amministrazione ha proposto due volte, a gennaio e a marzo, saranno attivate.
Il riferimento va all’ordine esecutivo Protecting the Nation from Foreign Terrorist Entry in the United States. Tuttavia, l’impatto della cosa sarà limitato per quei cittadini che hanno chiari legami con individui, imprese e organizzazioni negli Stati Uniti, e che quindi potranno continuare a entrare nel paese. Diverso invece il caso di quei cittadini che, per i paesi toccati dal provvedimento, risultano privi di ogni relazione di bona fide con gli Usa: in quel caso la Corte consente la limitazione all’ingresso.
Dopo una serie di sconfitte in tribunale, in corti di più basso grado, per Trump arriva quindi l’ora della rivincita, in attesa che ad ottobre la corte si esprima del tutto sulla costituzionalità del provvedimento, che oltre a negare l’ingresso cittadini di sei paesi di area araba, poneva anche un limite di ammissione per i rifugiati in generale.
Le scelte di Trump, in materia di ingressi negli States, avevano fatto discutere nei mesi scorsi, soprattutto per il nesso tra nazionalità e potenziali rischi alla sicurezza nazionale.
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