Troppi turisti, troppi rifiuti: Venezia pensa a nuove tasse di soggiorno

Trenta milioni di euro di costi  in più per i rifiuti prodotti dai turisti, che gravano sulle spalle dei cittadini veneziani.  Questo è il tema che è stato al centro del vertice convocato per oggi dal coordinatore e dirigente del settore turismo cittadino Maurizio Carlin.
Gli effetti del turismo rendono felici alcune categorie, come i commercianti, ma provocano un enorme disagio al resto della città, per cui la situazione è diventata insostenibile. Sulla bolletta dei residenti veneziani finirà un aumento dei costi che deriva dal volume dei rifiuti prodotti dai turisti: Veritas, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo veneto, ha infatti annunciato un aumento delle proprie tariffe. Del resto, a Venezia si produce il doppio dei rifiuti pro capite rispetto alla media regionale, che è pari a 0,55 chili al giorno per abitante, 445 chili ogni anno. La produzione veneziana è invece di 886 chili l’anno per persona.
Anche se le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno sono di 22 milioni di euro, questi non vengono investiti nell’asporto dei rifiuti, che rimane totalmente a carico dei cittadini. Il problema poi si intensifica nei periodi più caldi, come in questi giorni, in cui sono in corso i festeggiamenti per il Carnevale. In città, solo per l’inizio della manifestazione, si sono contate 115mila persone.
Come argomenta molto bene Roberto di Caro, in un articolo pubblicato su L’Espresso lo scorso novembre, la città si sta inginocchiando pian piano:  scarseggiano i servizi per i cittadini (che nel frattempo stanno fuggendo dal centro,a ritmo di 1.200 persone l’anno),  a favore di un sistema sempre più incentrato sul turismo: “Servono soluzioni, e urgenti: al pauroso deficit di manutenzione ordinaria della città; all’esodo dei residenti dal centro storico, oggi cinquantacinquemila, un terzo di ottant’anni fa, in calo di 1.200 ogni anno; al crollo di tutte le attività che non sono turismo o a esso legate; alle navi città galleggianti che continuano a solcare il canale della Giudecca e a incombere su San Marco”.
Nel corso del vertice odierno, si sono valutati i venti progetti presentati in questi mesi di discussioni in commissione. Le proposte parlano tutte di prenotazione obbligatoria e di una tassazione diversa per chi decide di visitare Venezia nei periodi di maggior afflusso turistico. Questo comprende, per esempio, il periodo del Carnevale o quello della Mostra internazionale d’arte cinematografica.
La regolazione degli accessi dell’area marciana sembra poter essere la proposta che verrà attuata nei tempi più brevi, mentre per le prenotazioni obbligatorie e il controllo dei flussi serviranno tempi più lunghi. Si pensa a un piano in tre fasi: la prima prevederà una regolazione modulata degli accessi al cuore della città, ovvero all’area intorno a San Marco e Palazzo Ducale. Arriveranno poi, in seconda battuta, le prenotazioni obbligatorie: non più sarà possibile arrivare a Venezia senza aver prenotato con anticipo. Il controllo degli arrivi avrà tempi più lunghi, perché dovrà essere modificata la legislazione e dovranno essere stilati accordi precisi con Trenitalia e le autorità portuali.
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