You’re the worst, o l’amore ai tempi della depressione

Una cosa che mi dà molto fastidio delle comedy è come spesso fatichino a gestire le trame romantiche. Decine di episodi di tensione romantico-sentimentale, poi scatta qualcosa, si arriva all’agognato bacio, i due si mettono insieme…e basta, gli sceneggiatori alzano bandiera bianca.
Qualche canovaccio obbligato – visita dei genitori, i coinquilini che lo scoprono, il ritorno di un ex… – e poi, quasi inevitabilmente, i due si lasciano alla prima difficoltà reale, che poi è reale nelle proporzioni di una sit-com tradizionale a camera singola.
Le relazioni sono interessanti solo finché non sono tali, sembra dire la tv, quando ci si mette insieme è fatta, non c’è più niente da dire, la strada è in discesa. Anche se qualsiasi adulto potrebbe garantire il contrario.
La ragione per cui la commedia romantica You’re the worst  (in onda negli Stati Uniti su Fxx) mi ha subito colpita, è che salta a piè pari questa insopportabile trafila. I protagonisti si incontrano a un matrimonio all’inizio del primo episodio e prima della fine sono già a letto insieme. Che liberazione.

La seconda ragione è che i suddetti protagonisti sono veramente il peggio. Jimmy è uno scrittore il cui unico libro ha avuto ottime recensioni, ma le vendite vanno malissimo e questo lo frustra, quindi essenzialmente passa la vita a rovesciare in faccia agli altri le proprie opinioni irrichieste su qualsiasi cosa e ritiene che i lettori americani siano idioti che non capiscono la sua arte.
Gretchen invece è la pr di un gruppo rap, ma la sua voglia di lavorare rasenta lo zero. È pigra, incapace di prendersi un impegno o accettare i confronti, la mette a disagio mortale che le si parli di sentimenti ed è così trascurata che riesce a dare fuoco a casa sua lasciando acceso un vibratore. È inutile dire che il loro incontro, favorito da una scrittura brillante e da due interpreti eccezionali (Chris Geere e Aya Cash), darà vita a quel tipo di situazioni in ugual modo esilaranti e imbarazzati, del tipo che ridi tantissimo e poi te ne penti, ma ormai è fatta: sei anche tu una persona terribile. 
Chiariamoci, Gretchen e Jimmy non sono cattivi. Sono egocentrici, cinici, narcisisti, fanno troppo sarcasmo e bevono troppo, ma non sono cattivi. Alla fine, sono semplicemente noi quando pensiamo ad altro mentre qualcuno ci parla dei suoi problemi, noi quando smanettiamo con il cellulare a tavola, noi quando deridiamo i nostri amici che si sposano o teniamo un neonato come se fosse una bomba a mano. E sono anche due persone che ripudiano le relazioni perché non sanno vivere in coppia, ma scelgono lo stesso di provarci, anche se non è semplice.
E questa è un’altra ragione per cui amare You’re the worst, cioè che non è semplice davvero. I conflitti non si risolvono in un episodio, le cattive abitudini non passano con un litigio, le difese erette per trent’anni non si abbassano magicamente grazie alla forza dell’amore. Qui ci sono falle costituzionali, ci sono segreti, ci sono meccanismi di comportamento che è difficile disinnescare, ci sono casini famigliare, ci sono insoddisfazioni e paure personali. Tutte le cose che complicano le relazioni reali.
Il creatore Stephen Falk (già co-produttore esecutivo di Weeds e Orange is the new black) ha detto in un’intervista a Variety: “La prova non è riuscire a prendersi l’impegno di una relazione. Quello è facile, è un gioco da ragazzi. Il lavoro vero arriva dopo, e di certo è più difficile renderlo interessante o divertente da guardare, ma credo che rappresenti meglio la vita reale. Se sei uno spettatore intelligente, alla fine è più soddisfacente”. 
Lo è soprattutto nella seconda stagione, quando la serie inizia a parlare in modo inaspettatamente serio della depressione clinica di Getchen, e ne fa uno dei quadri più onesti, accurati, sensibili che vedrete mai in televisione. C’è tutto: l’inerzia, il senso di oppressione, i tentativi deleteri di automedicarsi, la solitudine autoindotta, la rabbia verso chi vuole aggiustarti, il ritrovarsi ad Halloween con un costume da Daenerys con i tuoi amici che ridono e si sforzano di farti divertire.
Ma c’è anche l’impotenza di chi sta dall’altra parte, le sfuriate, il prodigarsi in gentilezze sperando di compiere il miracolo, il sentirsi inutili e volerci rinunciare, esausti. Probabilmente, You’re the worst è la cosa più efficace per spiegare che cosa la depressione fa a una coppia,  perché è concreto, sincero, ben documentato, e in quei 30 minuti riesce persino a farti ridere senza banalizzare niente. Non è roba da poco, no?

La terza stagione andrà in onda negli Stati Uniti a partire dal 31 agosto. Le due precedenti hanno 23 episodi in tutto, sono intelligenti e fanno divertire molto: ottime per il binge watching da rientro, insomma. Potrebbe essere una buona occasione per recuperare una delle poche comedy (insieme a Master of None e solo in parte Girls) che parlano davvero di cosa vuol dire avere una relazione oggi.
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