Zendaya, il coronavirus e una minisceneggiatura hanno creato il primo film americano post-pandemia

Quando è scoppiata la pandemia e tutte le nazioni sono andate in lockdown, anche le produzioni hollywoodiane si sono bloccate. Era il periodo in cui dovevano partire le riprese della seconda stagione di Euphoria: rimandate anche loro. Il creatore e showrunner della serie Sam Levinson ha avuto, allora, l’idea di trovare un modo per poter girare qualcosa. Ha coinvolto subito Zendaya, anche produttivamente, e insieme hanno cominciato a pensare a che cosa fare e come. Hanno stabilito subito di chiudere in uno stesso luogo la troupe in modo che tutti potessero vivere insieme per il periodo delle riprese senza contatti con l’esterno. Il che significava fare un film con pochi ambienti, senza bisogno di far arrivare nulla da fuori se non il cibo e impegnarsi affinché durante le cui riprese nulla andasse: ciò che avevano in loco doveva comunque …




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